I segreti di un sito internet professionale

Quali garanzie dobbiamo ricercare in chi si propone come professionista del web?

Un sito internet professionale ha delle caratteristiche che spesso non sono visibili al primo impatto, e molte soluzioni free, on line, sono spesso così ingannevoli da creare un “apparente sito web professionale”.

Come renderci contro, allora, di queste differenze? Come capire se chi abbiamo davanti è un vero professionista o una persona che arrotonda? Iniziamo dal

  • Chiarire le competenze,(Chi abbiamo davanti?)
  • È una vera azienda? (Lavora nel web o fa anche il lavoro web?)
  • Da quanto opera nel settore?
  • Ci dà una chiara visione d’insieme?
  • Come sviluppa il progetto? (quanto ci rende partecipi?)
  • Usa cms o scrive il codice a mano?
  • Sa posizionarlo nei motori di ricerca? (almeno ne parla?)
  • Può dimostrare un curriculum?
  • Che preventivo mi propone? (chiaro, dettagliato?)

Sono solo alcuni aspetti da analizzare, PRIMA DI COMMISSIONARE IL LAVORO, perché una volta fatto non è poi così facile metterci le mani e si rischia o di doverlo buttare o  di rimanere eternamente insoddisfatti del web!

Oggi sempre più è possibile trovare sul web risorse, anche gratuite, che offrono soluzioni semplici per chi ha una minima dimestichezza con l’html, oppure ci sono una miriade di aziende che offrono dei template già pronti da compilare in autonomia. Bene, sappiate che queste soluzioni non serviranno mai ad avere un prodotto professionale, ma solo a compiacersi di aver un proprio sito.

Un professionista, sia che usi  cms che una sua programmazione non restituirà mai u prodotto riproducibile e questo è il segreto per garantire alla tua azienda di ottenere un progetto su misura, tecnicamente fruibile da qualsiasi device e soprattutto chiaro ed efficace per chi ne dovrà usufruire.

Ultimo ma non meno importante la possibilità di customizzare nel dettaglio il prodotto web con la implementazione di database progettati seguendo le esigenze dl committente e garantendo un doppio utilizzo del sito stesso, sia per i 2navigatori” che in backoffice per il committente che potrà utilizzarlo come strumento di lavoro online (anagrafiche clienti, newsletter, news, moduli prenotazione, acquisti online ecc).

Capitolo a se è il posizionamento che oggi sempre più vale tanto quanto il sito stesso e moltissimi lo sottovalutano come servizio, che per essere efficace va sviluppato in un arco di tempo più ampio possibile, ricordando che il posizionamento dei motori di ricerca è organico e quindi mutevole.

Cookie Law

Qual’è il punto al 2 giugno 2015 della direttiva sui Cookie?

Che ogni webmaster, anche chi gestisce un piccolo blog, deve approntare prima di tutto una cosiddetta informativa estesa, ovvero una pagina che spieghi nel dettaglio quali cookie vengono utilizzati dal sito, se vengono utilizzati. In caso si tratti di cookie tecnici può andare bene anche una postilla alla pagina che ospita la privacy policy del sito.
Se un sito utilizza cookie di profilazione, il titolare dovrà fornire un’informativa breve con un collegamento esplicito all’informativa estesa . L’obbligo vige anche se i cookie di profilazione vengono erogati da terze parti: in quel caso il titolare del sito dovrà inserire nella propria informativa i link alle informative estese delle terze parti. Se un sito ad esempio utilizza AdSense, dovrà rimandare all’informativa estesa di Google.

I titolari dei siti che erogano cookie di profilazione, infine, dovranno darne comunicazione all’ufficio del Garante e versare contestualmente una somma pari a 150€ per spese di segreteria. La mancata ottemperanza e l’invio di cookie di profilazione a utenti che non abbiano fornito il consenso può comportare una sanzione che va dai 10.000 ai 120.000 euro. Chi invece non fornirà un’informativa sulla privacy e sui cookie rischia una multa da 6.000 a 36.000 euro.

Gli effetti
Il provvedimento del Garante ha il grande merito di riportare al centro della discussione il problema della privacy del navigatore, messa costantemente a repentaglio da una profilazione silenziosa e dilagante. Allo stesso tempo, però, i riferimenti a multe salate e la natura interpretabile di alcuni passaggi della normativa hanno favorito più di un effetto collaterale.

Da una parte c’è chi fa terrorismo psicologico per convincere i piccoli webmaster a ricorrere a servizi a pagamento per l’adeguamento alla normativa, dall’altra chi vorrebbe che, per una volta, si potesse rispettare la legge con certezza, senza il timore (tutto italiano) di non essere mai del tutto in regola.

E c’è già una petizione: si chiama #Bloccailcookie e punta a riportare alla normalità un corpus di obblighi complicato situazione che rischia di ricadere sulle spalle di piccole aziende, blogger e titolari di siti web amatoriali privi delle conoscenze tecniche per adeguarsi all’attuale normativa.

“Per essere in regola con la Cookie Law occorrono competenze informatiche o disponibilità economiche che non sono alla portata di tutti”, è l’appello dei promotori della petizione. “Chiedi al Garante per la protezione dei dati personali di intervenire per aiutarci a rispettare la legge”.

Il rischio, secondo i critici, è che l’obbligo si riveli controproducente. L’implementazione di un banner, spiega sul proprio blog Gianluca Diegoli, uno dei promotori della petizione, rischia solo di infastidire l’utente, ovvero il soggetto da proteggere, che finirà per dare il proprio consenso senza informarsi in alcun modo, cliccando sul banner al solo fine di eliminarlo rapidamente e proseguire nella consultazione del sito senza ulteriori interruzioni.

Proteggersi dai cookie invadenti
Il Garante per la privacy, sulle proprie pagine, fornisce infine alcuni brevi consigli per chiunque navighi. Tutti i browser moderni, ad esempio, possono essere impostati per rifiutare a prescindere i cookie di terze parti, eliminando alla radice il problema dei cookie di profilazione erogati da servizi esterni al sito che si sta visitando.

Le versioni più recenti dei software di navigazione prevedono inoltre un’opzione Do Not Track, per evitare il tracciamento “cross-site”, che però non viene rispettata sempre.

I cookie, infine, si possono sempre cancellare manualmente, su qualsiasi dispositivo, dalle impostazione del browser. Ma nessuno si lamenti poi se Facebook, Twitter o Gmail ci chiedono la password ad ogni collegamento.

Gli esperti del settore concordano sul fatto che la sensibilizzazione dell’utente sarebbe dovuta essere la priorità del Garante. L’attuale soluzione, invece, sembra voler risolvere il problema con un approccio che riversa le responsabilità, senza alcuna distinzione, su tutti i webmaster. E se c’è chi sul proprio blog si ribella e ha deciso di non provvedere ad alcuna modifica in segno di protesta, per la maggior parte dei webmaster la soluzione rimane solo una: adeguarsi come meglio si può, in attesa di ulteriori chiarimenti e indicazioni da parte del Garante della Privacy.

Perché un nuovo sito?

Creare un nuovo sito web o rinnovare quello già realizzato anni prima è un processo articolato che richiede tempo per individuare le soluzioni più adeguate per il committente.

Da non sottovalutare la scelta del nome dominio, servizio hosting, stile del layout, struttura e contenuti, per arrivare infine al suo posizionamento sui principali motori di ricerca (Google, Yahoo, Bing).

Lo studio di comunicazione Segnali vi farà da guida lungo questo cammino, valutando il servizio di web hosting e il layout più adatto alla vostre esigenze, senza dimenticare le potenzialità di implementare dei gestionali progettati e realizzati seguendo le vostre esigenze come: prenotazioni online, shop online, newsletter ecc

I nostri esperti Seo si occuperanno dell’ottimizzazione e posizionamento sui motori di ricerca e vi offriranno una consulenza professionale per pianificare campagne marketing piuttosto che strategie sui social network.

Se volete realizzare un sito d’impatto che vi dia un riscontro immediato non potete prescindere da questi passaggi.

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SEO concetti base

SEO da dove partire?
Intanto dal significato dell’acronimo  (Search Engine Optimization) che spiega esattamente la sua attività che: “consente un facile reperimento del sito da parte degli utenti che cercano sui motori e normalmente determina l’aumento del volume di traffico qualificato (utenti specificamente interessati) che un sito web riceve tramite i motori di ricerca.” (cit. Wikipedia)

Un sito ottimizzato per i motori di ricerca va prima di tutto progettato per essere efficace, per tanto il lavoro di progettazione comincia proprio dalla definizione della struttura e dei contenuti. Da questo punto di vista il cliente va guidato, a partire dalla scelta del nome del dominio, passaggio che ha un’importanza da non sottovalutare.

Un altro punto importante per la scelta strategica del nome è quello dell’utilizzo del trattino che anche se difficile da ricordare non inficia l’indicizzazione.

Titoli e Permalink:
Una delle fasi fondamentali della  progettazione di un sito è la scelta delle aree che andranno a comporlo e del loro nome, che diventerà una voce del menù. La scelta di un nome per una sezione del menù è spesso condizionata dalla sua lunghezza, fortunatamente questo problema viene superato con l’utilizzo dei permalink. Ad esempio su di un sito dove la pagina relativa ai servizi dell’azienda è semplicemente chiamata servizi, nel permalink ad essa collegato possiamo aggiungere altre informazioni come: servizi e prodotti per la produzione vitivinicola

Contenuti:
I testi sono l’elemento fondamentale di qualunque sito, sia per la sua usabilità che per ottenere un buon posizionamento nei motori di ricerca. La scelta del testo deve necessariamente seguire i criteri dettati dalla SEO, questi sono spesso legati all’argomento del sito e a tutti quegli argomenti che gli girano intorno. Non un testo improvvisato, quindi, ma ricco di riferimenti descrittivi e mirati all’attività che il sito deve presentare.

Link:
Anche i link hanno un’importanza rilevante ai fini di un buon posizionamento. Il primo dei modi per farne un buon utilizzo è quello dei collegamenti interni, ovvero agli stessi contenuti del sito. Questa forma rappresenta un forte contributo per rafforzare l’indicizzazione. Meno importanti, ma comunque utili sono i link che rimandano a siti esterni.

Parallax web sites

Il significato deriva dal greco antico παράλλαξις (parallassi) che significa “sovrapposizione/accavallamento”. La tecnologia utilizzata si rifà al fenomeno della parallasse per cui un oggetto sembra spostarsi rispetto allo sfondo se si cambia punto di osservazione. L’effetto parallax scrolling è una tecnica che utilizza immagini di sfondo multiple che si muovono a diversi livelli, ma sincronizzati alla velocità con la quale l’utente scorre verso il basso (anche orizzontalmente) una pagina web.

Un sito web progettato con questa struttura presenta notevoli vantaggi nell’usabilità e quindi nell’esperienza di navigazione, soprattutto con tablet e smartphone.

Del resto a cosa servirebbe un sito se non attraesse clienti? Il traffico online è fondamentale per il consolidamento del brand. Perchè un cliente dovrebbe visitare il vostro sito? Sicuramente perchè fornisce le informazioni che egli sta cercando, ma anche l’occhio vuole la sua parte.

Tuttavia è da tenere presente che l’effetto sorpresa e la spettacolarizzazione non sempre risultano vincenti nel web, infatti l’utilizzo di tale tecnologia è da sconsigliarsi in siti che hanno molti contenuti testuali, in questi casi le animazioni e i cambi repentini di pagina potrebbero diventare contro producenti.

 

Cos’è un CMS

Il CMS è un sistema di gestione dei contenuti che permette ad un content manager o all’autore, che potrebbe non conoscere l’HTML, di gestire la creazione, la modifica e la rimozione di contenuti da un sito web senza aver bisogno delle conoscenze di un webmaster.
In poche parole vi garantisce una totale autonomia nella gestione del vostro sito

Perchè usare un CMS?

In tutti i casi in cui il committente ha necessità di inserire o modificare spesso dei contenuti, oppure nei casi in cui è necessario abbinare al sito statico un Database incaricato di svolgere mansioni particolari, come: Cataloghi, Moduli prenotazione, Moduli News ecc.

Con la veloce e capillare diffusione di internet sono stati realizzati un gran numero di siti che troppo somigliano ad un volantino di carta.
il risultato è che il web è pieno di siti “relitto” che non danno alcun valore aggiunto e che a volte rischiano addirittura di dare un’ immagine distorta dell’azienda che dovrebbero rappresentare.
Ma quale dovrebbe essere, rispetto al cartaceo, il valore aggiunto di un sito? 
Il reale valore aggiunto di un sito internet dovrebbe essere ilcostante aggiornamento dei contenuti.
Solo un sito costantemente aggiornato può essere seguito con interesse.
Facciamo qualche esempio:
L’attività commerciale che decide di proporre un’ offerta promozionale ha la necessità di pubblicizzare l’ evento sul proprio sito, ma come fare ad avere dei tempestivi aggiornamenti?
Oppure, lassociazione X vuole aggiornare l’elenco degli iscritti o inserire delle news nel proprio sito.
O ancora, l’agenzia di viaggi vuole pubblicizzare le offerte last minute.
Normalmente, per queste operazioni come per ogni seppur minimo aggiornamento, si segue la stessa noiosa procedura:
L’interessato (autore, o content manager) fornisce i contenuti da pubblicare a chi ha realizzato le pagine (web master) e dopo aver spiegato nel migliore dei modi quello che gli serve, aspetta diligentemente il suo turno. Ovviamente non sarà il solo utente che ha la necessità di aggiornare il proprio sito, quindi l’ operazione sarà lenta , dispendiosa (gli aggiornamenti si pagano!) e soprattutto genera un raporto di dipendenza nei confronti del web master o della web agency che ha realizzato il sito.
In sintesi:
Effettuare la manutenzione e l’aggiornamento di un sito può rivelarsi un’operazione molto complessa ed onerosa, ma è impossibile pensare di non farlo.

In questi casi è utile abbinare al sito statico in HTML un Gestionale che attraverso un Backoffice consente all’amministratore del sito, senza bisogno di avere nozioni tecniche sulla programmazione, di aggiornare in autonomia quelle sezioni del sito dotate di CMS.

Segnali sperimenta queste soluzioni da diversi anni per ottimizzare i siti e dotarli di quella “vita” necessaria a renderli semplici ed efficaci strumenti di comunicazione per le Aziende.

Usabilità di un sito web

Usabilità di un sito web ( usability website )

Usabilità è un attributo di qualità che valuta la facilità con la quale si può usufruire dell’interfaccia utente. La parola “usabilità” si riferisce anche a metodi per migliorare la facilità d’uso durante il processo di progettazione.

L’usabilità è definita da 5 componenti di qualità:

• Apprendibilità: Quanto è facile per gli utenti navigare all’interno del sito non appena si trovano a confrontarsi con la sua grafica?

• Efficienza: Una volta che gli utenti hanno imparato la struttura del sito, in quanto tempo si trovano a loro agio?

• Memorabilità: Quando gli utenti tornano a visitare il sito dopo un periodo di non utilizzo, con quale tempi ritrovano la familiarità nella navigazione?

• Errori: Quanti errori gli utenti fann durante la navigazione e quanto facilmente si possono recuperare?

• Soddisfazione: Quanto è piacevole il suo design?

 

Usabilità e utilità sono ugualmente importanti e insieme determinano se un sito è utile: Poco importa se un progetto web è gradevole e semplice da utilizzare se non ti serve.

E’ anche utile che un sito faccia ciò che tu vuoi ma a patto che l’interfaccia utente ti consenta di farlo in tempi brevi. Per studiare l’utilità di un disegno, è possibile utilizzare i seguenti metodi di ricerca.

• Definizione: Utilità = se fornisce le funzioni necessarie.

• Definizione: Usabilità = quanto sia facile e piacevole queste caratteristiche sono da utilizzare.

• Definizione: Utile = usabilità + utilità.

 

Perché l’usabilità è importante

Sul web, l’usabilità è una condizione necessaria per la sopravvivenza. Se un sito è difficile da usare, le persone lasciano. Se la homepage non riesce a indicare chiaramente ciò che una società offre e che cosa gli utenti possono fare sul sito, le persone lasciano. Se gli utenti si perdono su un sito web, se ne vanno. Se le informazioni di un sito web è difficile da leggere o non rispondere alle domande fondamentali degli utenti, se ne vanno.

In presenza di approfondimenti testuali o grafici la semplicità di lettura deve essere al primo posto, altrimenti l’utente cercherà altrove le sue risposte.

La prima legge di e-commerce è che se gli utenti non riescono a trovare il prodotto, la convenienza economica o la qualità grafica non servono a nulla.

In linea di massima è buona norma spendere almeno il 10% del bilancio di un progetto di design sull’usabilità.

Come migliorare l’usabilità di un sito

Ci sono molti metodi per studiare l’usabilità, ma il più utile è il test utente, che ha 3 componenti:

• Entrare in possesso di alcuni utenti rappresentativi , come i clienti potenziali di quel sito.

• Chiedi agli utenti di eseguire simulazioni di navigazione lasciandosi guidare dal design del sito.

• Osservare ciò che gli utenti fanno, se ci riescono, e dove hanno difficoltà con l’interfaccia utente, senza influenzare i tester e lasciano a loro i commenti e le critiche.

E’ importante far risolvere tutti i problemi per conto proprio. Se li si aiuta o si condiziona la loro attenzione si rischia di invalidare il test.

Progettare una buona Usabilità

L’usabilità svolge un ruolo in ogni fase del processo di progettazione.
Ecco i passi principali:

1. Prima di iniziare il nuovo design, testare il vecchio progetto per identificare le parti buone che si dovrebbe tenere o enfatizzare, e le parti cattive che danno agli utenti guai.

2. Testare i progetti dei concorrenti per ottenere i dati economici su una gamma di interfacce alternative che hanno caratteristiche simili ai propri.

3. Condurre uno studio sul campo per vedere come gli utenti si comportano nel loro habitat naturale.

4. Fai prototipi di carta di una o più nuove idee di design e testarli. E’ il modo più rapido per velocizzare la fase di progettazione.

5. Ottimizza le idee progettuali che risultano essere migliori di altre.

6. Confrontare il progetto con le linee guida di usabilità stabilite dai precedenti progetti realizzati.

7. Una volta approvato il progetto finale effettuare un’ultima verifica per accertarsi che tutto il progetto sia ottimizzato..

 

L’unico modo per un’esperienza utente di alta qualità è quello di iniziare i test utente nelle prime fasi del processo di progettazione e di mantenere prova di ogni passo del cammino.

Creare una pagina aziendale su Facebook

Perché creare una Pagina aziendale su Facebook?

Perché Facebook è un ottimo strumento di promozione Aziendale e un modo efficace per Aumentare il Business della vostra azienda o attività, ma vediamo dei semplicissimi perchè:
Più Visibilità e possibilità di diversificare la comunicazione con messaggi dedicati a questa piattaforma.
Realizzare una Pagina Facebook per un azienda, potrebbe rendere il vostro Brand più conosciuto e la vostra attività attrarre potenziali nuovi clienti che grazie alla Socialità e alla Comunicazione Web possono venire in contatto con soluzioni o prodotti di cui ignoravano l’esistenza.

Facile da gestire ed Economico.

La creazione di un Profilo Aziendale su Facebook richiede poco tempo senza una specifica preparazione tecnica. Il salto di qualità è però finalizzato ad uno studio attento sulle strategie da mettere in campo e sulla qualità (grafica e concettuale) dei messaggi postati.
Infatti alla creazione di una Pagina Facebook va abbinata un adeguata strategia per gestirla, per questo mettiamo in campo tutta la nostra esperienza per dare un supporto strategico alla comunicazione social che se ben utilizzata è un ottimo viatico per veicolare anche il sito web aziendale.

Come comunicare sui social network

Lo studio segnali continua a sperimentare nuove strategie sul web per comunicare attraverso i social network sviluppando una comunicazione ad hoc.
Facebook è una buona opportunità per stabilire un contatto informale e diretto con i propri clienti o visitatori. Essi saranno sicuramente felici dell’opportunità di poter contattare l’azienda sulla bacheca e di essere informati sulle sue novità fuori dal canale  formale del proprio sito web.

Posizionare il tuo sito sul web

Cos’è il posizionamento?

Da qualche hanno chi si occupa di comunicazione vi dirà che è importante dotarsi di un sito web, più o meno come dotarsi di un logo e un biglietto da visita, passi fondamentali per far conoscere la vostra attività. Il suggerimento non era prima e soprattutto non è oggi errato, anzi. Oggi dotarsi di un sito internet è diventato fondamentale, anche se molti omettono alcuni passaggi.

Ad esempio non basta registrare un dominio e caricarci un sito, bisogna sapere che è fondamentale progettarlo in funzione della navigabilità e del posizionamento. Posizionamento?

Quando parliamo di posizionamento ci riferiamo a come il motore di ricerca classifica il nostro sito

In base all’argomento trattato, un buon posizionamento permette al visitatore di trovare il nostro sito con una certa facilità. Di solito si inquadra per provincia o per settore; se siamo una pasticceria cercheremo nome+provincia, perché difficilmente cerchiamo una pasticceria generica visto l’argomento specifico, se cerchiamo un albergo, lo cerchiamo per provincia o località. Il posizionamento di un sito ci permette di trovarlo e di avere accesso al sito in questione.

L’importanza del codice?

Tutto parte dal codice utilizzato, infatti il nostro sito non è fatto solo dalle immagini e testi che vediamo apparire sul nostro monitor, ma da una miriade di codici nascosti che sono il cuore di ogni progetto web. Analizzare la struttura del sito, verificare che il codice sorgente sia essenziale e sia impostato per il posizionamento è basilare per far si che il nostro sito sia visibile al maggior numero di utenti.
Ogni contenuto deve essere pensato per il visitatore, non per chi sa o per chi commissiona, e questo passaggio, paradossale ma vero, è il più facile da capire e il meno messo in pratica da chi progetta e realizza siti internet. Questo è il motivo per cui diamo grande importanza alla fase progettuale di ogni sito web.

Come verifichiamo questi aspetti?

Riusciamo a trovare facilmente i contenuti? O sono “nascosti” da sotto menù o da pagine di pagine? La lettura è piacevole? È chiaro quello che stiamo spiegando? È comprensibile o troppo banale?
Parliamo di questi aspetti perché google stessa nelle sue guide chiarisce un punto di partenza davvero particolare, invitando chiunque a fare il sito per i clienti, e questo, se troppe volte è sottolineato, è perché non si fa. Gli accessi, la permanenza, la pertinenza di quanto si trova sono piccoli tasselli che compongono il posizionamento senza i quali non si riesce a lavorare.

Facciamo un esempio concreto

A parte il passaparola potenziale, strumento fondamentale di sviluppo, che apre altre porte e altre strade pubblicitarie, il fatto che un utente trovi dei contenuti scritti che lo soddisfano è il punto di partenza per avere nuovi clienti e/o nuove visite. Ecco perché posizionare un sito significa strutturarlo in modo chiaro e comprensibile per il motore di ricerca perché se il cliente dà il suo consenso con gli accessi, permette una classificazione chiara al motore stesso. Se cercando un contenuto, un sito non è mai cliccato, è normale che in poco tempo il sistema lo toglie da quelle query di ricerca anche se strutturalmente lo abbiamo concepito per quelle. Google lo propone per un po’, ma se vede insoddisfazione attraverso l’analisi dei dati, lo toglie!