Pensiero Creativo

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Come cominciare bene un lavoro creativo?
La prima cosa da fare, naturalmente, è evitare di procrastinare se l’idea giusta non arriva, semmai è il caso di trovare un metodo alternativo, ad esempio pensare ad altro.
Ma poi…

L’OBIETTIVO È CHIARO?
Riuscite a dirlo e, magari, a scriverlo in poche parole che siano specifiche e concrete? Bene: quali sono le tre + tre cose? Come le racconto? Quali esempi o evidenze o dati uso? Come esordisco? Come concludo?). Sintesi, sintesi e ancora sintesi, questa è la chiave per ottenere un buon progetto.

GLI ELEMENTI IN CAMPO SONO A FUOCO?
Se l’obiettivo è ancora troppo ampio o sfuocato, ricominciate a farvi domande, e stringete.
Solo quando avete un obiettivo chiaro e concreto siete in grado di lavorare in maniera creativa. Cioè: solo dopo che sapete bene quel che dovete ottenere, a partire da quali elementi, potete allargare la vostra prospettiva cercando un modo creativo, cioè nuovo e appropriato, per ottenere il risultato che volete.
Per questo il momento del Briefing col cliente è il momento più importante per raggiungere lo scopo di realizzare un progetto creativo di successo. Capita molto spesso, infatti, che l’incontro col cliente è frettoloso, tardivo o superficiale a causa anche di mancanza di input, bene: cercate di farli uscire fuori se non al primo ad un secondo incontro cercate più feedback possibili e poi… capo chino e al lavoro.

AVETE IN MENTE COME PROCEDERE? Se andate avanti in maniera routinaria, difficilmente vi verranno in mente idee nuove. Un altro importante compito preliminare (e a sua volta creativo) è trovare nuovi strumenti, capaci di aiutarvi a produrre idee nuove. Dunque, cercate uno schema, un procedimento, una sequenza possibile di idee, o almeno un punto di appoggio che vi aiuti ad andare avanti. Qual è, caso per caso, la prima cosa su cui cominciate a ragionare? Riuscite a darle una forma e, in qualche modo, a vederla? Riuscite a dare una forma all’intero problema? Non dimenticate che il pensiero creativo è in primo luogo visivo. Createvi un’immagine o un paesaggio mentale: poi, procedendo, lo cambierete mille volte. Ma intanto cominciate a decidere dove siete. Ed evitate di brancolare nel buio e nel vuoto, che è sempre una sensazione sgradevole.
Tutto questo riguarda il primo punto (preparazione) del processo creativo secondo Wallas. Ma, anche se lo chiamate in altri modi (definizione del problema, analisi del bisogno e rassegna delle info disponibili…) si tratta sempre di cominciare un lavoro creativo stabilendo un punto di partenza e un punto di arrivo, e di dotarsi di un bagaglio utile per viaggiare dall’uno all’altro. Poi, si sa, succederanno comunque un sacco di imprevisti. Ma anche questo fa parte di questo splendido e difficile lavoro di chi vuole fare il creativo.